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Amalfi
Meta del turismo internazione e conosciuta in tutto il mondo fu la prima repubblica marinara che fece stupire di sé molti viaggiatori stranieri già intorno al X secolo. Centro di turismo, viene molto valutato per il suo clima molto dolce e la straordinaria e superlativa bellezza dell’architettura mediterranea costituita da piccoli vicoli che serpeggiano il centro abitativo e le case bianche aggrappate alle rocce scoscese dei Monti Lattari. Il tutto è delimitato dall’azzurro del mare che contrasta con il verde della macchia mediterranea e dei colori dei terrazzamenti coltivati. La città ha passato burrascose, punto di attacchi e invasioni longobarde nel 700 e di Sicario da Salerno. Alla sua morte, con il consenso di Bisanzio, governò Amalfi un’autorità che trasformò la città in ducato nel X secolo. Nel secolo successivo iniziò l’ascesa, soprattutto, economica con l’espansione dei commerci. Tale ricchezza cambiò anche lo stile di vita degli amalfitani con numerosi viaggi tra oriente ed occidente. Invece, ci fu una discesa politica, che portò Amalfi alla sottomissione dei normanni. Nel secolo XII si trovarono contro i pisani che volevano l’egemonia dei traffici commerciali. Fortunatamente la crisi politica non si rifletté sulla cultura artistica del luogo. Infine, iniziò l’ascesa nel XIX secolo grazie a viaggiatori molto colti che portarono all’affermazione del turismo di massa.

 

Ravello
Probabilmente fondata da coloni romani nel VI sec. spintisi tra quelle zone montuose ritenendole un buon riparo per sfuggire alle distruzioni vandaliche dei barbari; le prime notizie certe su Ravello risalgono al IX sec. quando tutti i centri della costa rientrarono nello Stato amalfitano. Intorno all’Anno Mille venne popolata da un gruppo di nobili della Repubblica Marinara di Amalfi, ribellatisi all’autorità del doge. La città divenne rapidamente prospera, in particolare grazie ad una fiorente filatoria della lana anticamente detta “Celendra”.

Nell’XI secolo i Ravellesi cercarono di liberarsi dai legami con Amalfi: il borgo fu circondato da mura e le famiglie patrizie iniziarono a costruire le proprie sontuose dimore, eleggendo un proprio duca; nel 1086 Ravello divenne anche sede vescovile. Con la conquista normanna e la loro affermazione nel Meridione iniziò il declino di Ravello, divenuta nel 1131 parte del regno. Nel 1137 la Repubblica di Pisa devastò per tre giorni Ravello: nonostante ciò i Ravellesi, abili mercanti, avevano conquistato anche i mercati arabi e, tra il XII ed il XIII sec., la città raggiunse circa 36.000 abitanti.

Durante la guerra del Vespro (1282-1302) i Francesi occuparono Ravello, che si riscattò con 135 once d’oro. Guidata dal giudice Giovanni Frezza parteggiò per Ladislao di Durazzo nella sua lotta per la riconquista del regno ed occupò Scala, che invece parteggiava per Luigi II d’Angiò. Nei secoli seguenti Ravello cominciò il suo declino e si ridusse anche la sua popolazione: nel XVII sec. la peste indebolì ulteriormente la cittadina, decimandone la popolazione; nel 1818 la diocesi di Ravello fu soppressa ed aggregata di nuovo all’arcidiocesi di Amalfi.

 
 
 
 

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