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POSITANO
La
leggenda vuole Positano fondata da Poseidone, il dio del
mare Nettuno, per amore della ninfa Pasitea da lui
amata. Certo è che i Fenici e Greci, nei loro viaggi
verso occidente, posero piede in questa contrada allora
forse abitata da Oschi o Piceni. I Romani costruirono
nei pressi della spiaggia Grande una ricca villa
patrizia, ora sepolta dai giardini e dalla Chiesa
dell’Assunta. Con la caduta dell’Impero Romano, Positano
entrò a far parte della Repubblica di Amalfi, prima
Repubblica marinara, e attraversò un periodo
floridissimo grazie al commercio marittimo con gli altri
paesi del Mediterraneo. Con la conquista normanna nella
seconda metà dell’XI secolo iniziò un periodo di
decadenza. Purtroppo seguirono ancora periodi tristi,
specie con la dominazione angioina ed aragonese che vide
più volte il paese esposto alla offese prima dei pirati
saraceni e poi di quelli turchi. Per difendersi dalle
continue incursioni piratesche, i Positanesi eressero a
propria difesa tre torri di guardia che ancora oggi
fanno bella mostra di sé a Fornillo, alla Trasita ed
alla Sponda ed altre all’interno dell’abitato. Nei
secoli XVI e XVII le solide e veloci navi di Positano
trafficarono col Medio Oriente portando spezie, sete e
legni preziosi. In questo periodo vennero costruite le
caratteristiche case barocche, che ancor oggi si vedono
arroccate sul monte, con i loro terrazzini protesi sul
mare. Nel paese si rifugiavano grandi artisti e
letterati russi e tedeschi che, con le loro opere,
fecero conoscere questo angolo di paradiso al mondo
intero. Dopo la fine della seconda guerra mondiale,
pittori, registi, scrittori, ammaliati dalla magica
atmosfera, attratti dalla sensuale bellezza di Positano,
sedotti dallo stile di vita dei pescatori, ristrutturano
casupole, conventi, costruiscono ville, creano rifugi
dorati. Esplode la famosa moda Positano: stravagante,
variopinta, di fattezza esotica. |